Chiesa ortodossa romena Vecchio stile

Chiesa Ortodossa Romena Vecchio Stile
1. via Genova 172,
10127  Torino
e-mail: archilarion@yahoo.com
sito web Chiesa Romena. www.mitropoliaslatioara.ro/

 

2. In seguito al cambiamento del calendario imposto dal patriarcato di Costantinopoli nei primi anni ’20 del XX secolo, molte comunità in Grecia e Romania non accettano e nasce il fenomeno detto Vecchio Calendarismo. Questo movimento ebbe una vasto appoggio popolare. Dopo la seconda guerra mondiale un vescovo aderì al movimento, il metropolita Galaction; in seguito ci fu l’integrazione con il sinodo greco del metropolita cipriano di Oropos e Filì. Nel 1989 i vecchi calendaristi si sono costituiti legalmente come Chiesa minoritaria, con sede presso il monastero di Slatioara, nel nord della Romania. Fanno parte della “Famiglia ortodossa”.

3. Questi fedeli sono arrivati in Italia con la massiccia immigrazione romena, prima a Torino e poi a Roma. La Comunità di Torino si costituisce come Chiesa all’inizio del 2001. In precedenza i fedeli si incontravano nella casa di padre Efrem (al secolo Dorian Saghin) in via Beniamino 6.

4. I fedeli che frequentano la Chiesa sono 120-150. Dato che è l’unica parrocchia del Nord Italia, una volta al mese arrivano fedeli da altre città, soprattutto da Milano, Padova e Verona, i partecipanti raggiungono allora i 250. Quasi tutti sono di origine romena, con qualche moldavo. C’è un ugual numero di donne e uomini. il livello di istruzione è vario. La maggior parte degli uomini svolgono il lavoro di operaio; le donne lavorano di solito in strutture per anziani o sono badanti.

5. Il parroco di Torino è padre Teodor, con la qualifica di economo-stavroforo (titolo onorifico dato ai preti sposati della Chiesa Romena); è coadiuvato da un gruppo di 4-5 laici per l’amministrazione della Parrocchia. Metropolita della Chiesa è Vlasie, ha sede a Slatioara in Romania.

6. L’attività principale è la liturgia della domenica alle ore 9.00. Può capitare che i fedeli invitino il parroco presso le loro abitazioni per l’approfondimento di tematiche religiose o per la spiegazione della parola di Dio.

7. Per gli ortodossi l’iconografia ha un profondo significato simbolico. Le icone sono definite come “l’occhio di Dio nella vita del credente”.

8. Non risultano pubblicazioni della Chiesa.

Bibliografia

Colombino G., Ortodossi a Torino – Analisi delle comunità parrocchiali a Torino, Tesi di laurea in Scienze Politiche, a.a. 2005/2006, pp. 21-22.

Berzano L. e Cassinasco A., Cristiani d’Oriente in Piemonte, Torino, L’Harmattan Italia, 1999, p.142. Cfr. anche il sito CESNUR: www.cesnur.org.

E. M.