FORME DI ORIGINE ORIENTALE

 

I movimenti e gruppi di origine orientale comprendono sia quelli che si sono ispirati all’Oriente (Società Teosofica, Antroposofia) sia quelli che, partiti dall’Oriente, hanno compiuto missioni in Occidente, sia quelli islamici o nati ai margini dell’Islam (Fede Bahà’ì). La componente più numerosa è quella delle missioni. Tra le missioni indiane sono da annoverare: Sri Aurobindo e Mère, Sathya Sai Baba, Hare Krishna, Meditazione Trascendentale, Ananda Marga. Le missioni buddiste comprendono i molteplici gruppi Zen e buddisti. Le missioni giapponesi sono rappresentate soprattutto dalla Associazione Italiana Soka Gakkai e da Sukyo Mahikari.

L’origine di questa corrente orientale è la Società Teosofica, fondata nel 1875 dalla Blavatsky (1831-1891). In questi ultimi decenni questo processo di «orientalizzazione» dell’esistenza osservabile nelle città occidentali ha coinvolto, oltre che specifici gruppi, anche più generali modi di vita, stili di alimentazione, nuovi atteggiamenti verso la salute e la malattia, pratiche terapeutiche e di rilassamento. Le «medicine parallele» e diverse terapie di gruppo non sono più elementi marginali, anche nella società italiana, ma si sono diffuse nell’insieme del corpo sociale. Con ciò si sono introdotti nuovi sistemi culturali che hanno attenuato la classica dicotomia corpo-anima, hanno alimentato visioni sincretistiche e una diversa distribuzione nel rapporto spazio-tempo. Sono tutti elementi che esprimono, in vario modo, l’organicità delle cose, del cosmo, dell’uomo, e una solidarietà organica (diversa da quella studiata da Durkheim) con la quale hanno relazioni le nuove forme dell’astrologia, dei culti sincretistici, dei poteri spirituali.

Per quanto riguarda il diffondersi in Italia del Dharma Buddista è da ricordare l’opera svolta da Giuseppe Tucci (1894-1966) e dalla sua Scuola di Orientalisti. I primi gruppi di praticanti buddisti si formarono negli anni ’70, strutturandosi poi in Centri e Associazioni nel decennio successivo. Nel 1994 i buddisti italiani erano circa 50.000. A Torino il buddismo si presenta ormai con decine di centri tra loro differenziati: centri buddisti, centri buddisti per la pratica della meditazione, servizi buddisti, Centro d’Informazione Buddista. Questa ricerca ha avuto una preziosa collaborazione in particolare dal Centro d’Informazione Buddista e dal suo presidente Bruno Portigliatti. Il Centro è iscritto all’Unione Buddista Italiana (UBI), l’organizzazione costituitasi nel 1985 e riconosciuta come Ente Religioso dallo Stato italiano con il DPR 3/11/1991. L’UBI (Via Euripide n. 137, 00125, Roma) raccoglie i centri buddisti appartenenti alle varie tradizioni: Theravada (Scuola degli anziani), Buddi-smo tibetano (Mahayana e Vajrayana), Buddismo di Scuola Zen e di origine giapponese. Principali finalità dell’UBI sono la diffusione e l’insegnamento del buddismo, il potenziamento delle relazioni tra i vari centri e tradizioni buddiste, la tutela degli aderenti, la gestione dei rapporti con lo stato italiano.