Terreiro di Candomblè

TERREIRO DI CANDOMBLE’
1.     Casa di Candomblé di Ayrá
Via Gabiaccio s.n.
13031 Arborio (Vercelli)
Tel. 360/460420
e-mail: adicamauro@libero.it

 2.La tradizione religiosa di riferimento è quella del Candomblé brasiliano. La casa madre di riferimento è il Terreiro di Oxumaré sito in Rua Vasco da Gama a Salvador de Bahia (Brasile). Il Candomblé è una religione che deriva dall’animismo africano, in cui si venerano delle divinità che vengono chiamate Orixàs. Gli Orixà hanno molteplici attributi collegati con la forza della Natura. In tutto il Brasile vengono venerati una cinquantina di Orixàs dei 100 attualmente venerati in Africa.

3.Il Terreiro è stato fondato nel 1996 da Pai Mauro.  Il primo tempio sorge a Milano su un’area di circa 154 metri quadrati. Divenuto presto inadeguato a causa delle ridotte dimensioni, nel 1999 viene spostato dal fondatore, in una zona rurale nel comune di Arborio (Vercelli), punto strategico perché a metà strada tra Torino e Milano. Il templio è sito in un cascinale rurale ed è anche l’abitazione in cui il Pai di Santo vive con la propria famiglia di sangue. La Casa di Candomblé di Ayrá è il primo e unico Terreiro ufficialmente riconosciuto in Italia dalla “Federazione internazionale per la tutela dell’Ubanda e del Candomblé”. Oltre ad alcuni gruppi d’incontro, si registra attualmente un altro Terreiro a Roma, questo non è riconosciuto dalla federazione brasiliana. Un’importante casa di Candomblé è stata recentemente chiusa ad Acqui Terme per problemi economici.

4.Il gruppo conta alcune decine di frequentanti che si possono suddividere in tre gruppi principali: iniziati-abituali, non iniziati-abituali e clienti. Nei primi due gruppi la distribuzione per sesso è equamente distribuita, l’età varia dai 20 ai 72 anni. Classe sociale e titolo di studio sono molto vari, senza nessun dato di particolare rilievo. Molto interessante è il dato che ci segnala che il 60% degli iniziati in questo Terreiro, siano di nazionalità italiana e il restante 40% di nazionalità brasiliana oltre ad alcuni uruguaiani, un argentino e una domenicana. Dal 2000 ad oggi sono stati iniziati una cinquantina di adepti provenienti da tutta Italia (Vicenza, Verona, Milano, Varese, Genova, Torino, Cuneo, Ferrara Bologna, Ancona, Grosseto, Roma, Napoli e Trapani). Per quanto riguarda il terzo gruppo, quello dei clienti, sono persone totalmente estranee al culto religioso che si recano nel Terreiro per trovare conforto, aiuto o per cercare una soluzione a dei problemi. Quindi la loro frequentazione può essere assidua o meno a seconda delle necessità e delle richieste. Ai clienti viene offerto un servizio, da parte del Pai di Santo, in cambio di una offerta in denaro.

5.Il Pai di Santo cioè Pai Mauro si occupa con la moglie, piccola Mai di Santo, di quasi   tutti i lavori e dell’organizzazione del Terreiro. I vari ruoli all’interno della famiglia di Santo sono vitalizzi, per cui è rischioso affidare ad una specifica persona un compito. Un terzo ruolo importante è affidato alla signora Angela che è la responsabile della vestizione durante le cerimonie.

6.Gli incontri che sono circa sei all’anno, non hanno una cadenza specifica. Essi sono  infatti direttamente influenzati dalla casa madre e adattati al clima italiano. Per una questione gerarchica i vari eventi devono avere una data posteriore a quelli della casa madre.

7.Non esiste un logo o simbolo specifico del Terreiro.

8.La divulgazione degli eventi avviene esclusivamente per via orale o tramite sito. In passato ci sono stati alcuni tentativi di divulgazione tramite esposizioni in fiere, in particolare al festival dell’America Latina di Assago ma con scarsi risultati.

Scheda a cura di

Barbara Paola Ronco